PON European Travellers – da Londra conclusione progetto

Visitare Londra è un po’ come visitare il mondo. Puoi sentire lingue diverse semplicemente attraversando la strada, fare una “full English breakfast” a colazione, mangiare un piatto indiano a pranzo e finire la giornata con una pizza. Non importa quanto tu possa vedere e conoscere, ci sarà sempre qualcosa di sconosciuto e pronto da scoprire. Che tu stia passeggiando all’ombra dei grattacieli della City o delle torri gotiche di Westminster Abbey, che tu stia attraversando il London Bridge piuttosto che il Millenium Bridge, la sensazione sarà sempre quelle di essere cittadino del mondo e parte integrante dell’umanità.
È stato possibile assaporare tutto questo grazie al progetto “Learning English in the UK”, realizzato grazie ai fondi strutturali europei nell’ambito del Programma Operativo Nazionale 2014-2020, che ci ha consentito di vivere tre settimane nella capitale del Regno Unito, accompagnati dalle professoresse Emanuela Russo e Barbara Belfiore, dopo essere stati preparati sulla cittadinanza europea grazie ad un corso tenuto dai professori Alfio Castro e Francesca Solano. Lo scopo primario del modulo, come suggerito dal titolo stesso, è stato una maggiore conoscenza e abilità nell’uso della lingua inglese. In Inghilterra abbiamo, per tale motivo, seguito un corso di 60 ore. Ma sarebbe riduttivo limitare l’esperienza londinese al solo corso. Londra, vestita a festa per il Natale, con le sue luci, i suoi addobbi, i suoi mercatini si è pian piano rivelata a noi durante le passeggiate pomeridiane e le escursioni nei fine settimana. Sempre sfuggente e misteriosa, così contraddittoria da far girare la testa, eppure così affascinante. Non ci si deve sorprendere se dalla medioevale Torre di Londra è possibile vedere “The Cucumber”, uno dei grattacieli simbolo della storia recente londinese o se a poche fermate di metropolitana si può passare da Camden Town, emblema della Londra alternativa, a Leicester Square, che con i suoi casinò e cinema rappresenta l’altra faccia della città. È così Londra, vestita di vetro e acciaio ma con un cuore di legno e mattoni, strana, bella e amante del tè.
Probabilmente ciò che abbiamo potuto capire in ventuno giorni non rappresenta neanche la scorza più superficiale di questa bellezza, eppure ciò è bastato perché un pezzo del nostro cuore rimanesse per sempre a “Big Smoke”. Dopo essere tornati nella terra del sole, del mare e del buon cibo non resta che salutarti, Londra, sperando che questo sia solo un arrivederci.
Gabriele Di Grande IVAS





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