INTITOLATO A GIUSEPPE LETIZIA IL CORTILE DELLA CITTADELLA DEGLI STUDI

ERA IL PASTORELLO DI CORLEONE CHE ASSISTE’ ALL’UCCISIONE MAFIOSA DEL SINDACALISTA PLACIDO RIZZOTTO
AUGUSTA/INTITOLATO A GIUSEPPE LETIZIA IL CORTILE DELLA CITTADELLA DEGLI STUDI
La dirigente scolastica, Castorina, ha denunciato pubblicamente la mancanza di una palestra per i liceali
AUGUSTA. Cerimonia in pompa magna lunedì 24 alla cittadella degli studi per l’intitolazione al tredicenne Giuseppe Letizia, del cortile, su cui s’affacciano i plessi scolastici del liceo “Mègara” e dell’istituto comprensivo “Principe di Napoli”. Giuseppe Letizia era un ragazzo tredicenne di Corleone, paese in provincia di Palermo, noto per l’alto tasso di mafiosità, che 66 anni fa morì in sèguito all’uccisione per mano mafiosa del sindacalista Placido Rizzotto. La notte in cui avvenne il delitto, Giuseppe Letizia era nelle campagne corleonesi ad accudire il proprio gregge. Il giorno seguente fu trovato delirante dal padre, che lo condusse all’ospedale Dei Bianchi diretto dal medico Michele Navarra, capomafia del paese. Lì, il ragazzo, in preda a una febbre alta, raccontò di un contadino che era stato assassinato nella notte. Curato con un’iniezione, morì ufficialmente per tossicosi, sebbene si ritenga che al ragazzo possa essere stato somministrato qualche veleno. Tesi che fu segnalata dai giornali dell’epoca: l’Unità, il 13 marzo 1948 pubblicò in prima pagina un articolo sulla vicenda. La proposta d’intitolare il cortile su cui s’affacciano i plessi del liceo “Mègara” e dell’Istituto comprensivo “P. Di Napoli” è del liceo Mègara e della locale sezione dell’Associazione Libera e dell’Associazione cittadina Genitori e figli, fatta propria dai commissari Librizzi, Cocciufa e Puglisi che amministrano la città, il cui consiglio comunale, come si ricorderà, fu sciolto, nel marzo 2013, dal Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri, per “timore di infiltrazioni mafiose”, non, dunque – com’è stato sostenuto più volte –, perché mafioso, ma per evitare che fosse infiltrato da una banda mafiosa operante in un comune vicino. L’incarico dei commissari è stato prorogato fino al marzo 2015. La gestione straordinaria non può durare oltre i 24 mesi. Ritornati ai loro posti istituzionali (Librizzi e Puglisi a Catania, Cocciufa a Ragusa), i commissari dovrebbero essere sostituiti da un commissario regionale che dovrebbe preparare le elezioni per il ritorno alla gestione ordinaria con sindaco, giunta e consiglio. Ovviamente, l’intitolazione del cortile rientrava nella sfera dell’educazione alla legalità, per una coscienza antimafiosa da instillare nei giovani discenti. Prima della solenne cerimonia, infatti, in tutte le classi dei quattro indirizzi del “Mègara” è stato visto il film sul sindacalista ucciso dalla mafia, con scene veramente drammatiche e toccanti. Intorno alle 11.45 è stato dato avvio alla cerimonia, lunghissima e articolata, che ha avuto il culmine nella piantumazione di un albero d’alloro e nella scopertura di una piccola, quasi invisibile, lapide in legno, posta su un piccolo palo, davanti al giardinetto nel quale è stato piantato l’albero, con inciso il nome di Giuseppe Letizia definito “UNO DI NOI”. Presenti, fra gli altri, il prefetto Gradone, il questore Caggegi , le commissarie Librizzi e Cocciufa, gli onori di casa sono stati fatti dal dirigente scolastica Maria Concetta Castorina, con una brevissima allocuzione, con cui ha messo in rilievo il valore altamente simbolico della cerimonia quale educazione, appunto, alla legalità. Castorina ha colto l’occasione per rappresentare ai rappresentanti delle istituzioni presenti che il liceo “Mègara” è privo della palestra da anni.
G. C.





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