“In un mondo perfetto”, alla riscoperta di Siracusa

Quale occasione migliore di un’installazione d’arte contemporanea per riscoprire il centro storico di Siracusa, coniugando relax e cultura? Nelle giornate del 19 e 20 dicembre, con il favore di un clima quasi primaverile, buona parte degli studenti delle seconde e terze classi ha avuto l’opportunità di visitare l’installazione dell’artista Davide Dall’Osso “In un mondo perfetto”, al Castello Maniace di Siracusa fino al prossimo 31 dicembre. Un’occasione interessante ed unica per un’uscita didattica progettata ed organizzata dalla prof.ssa Gabriella Lombardo e dalla referente del Dipartimento di Lettere prof.ssa Nicoletta Privitera.
Oltre alla visita al lavoro di Dall’Osso, stimolo alla riflessione sul tema dell’arte contemporanea come potente mezzo di denuncia contro la violenza di genere, la visita guidata è stata un eccellente momento di ritrovo e di riscoperta del centro storico di Siracusa. Passeggiare tra i suggestivi vicoli di Ortigia, in una città- museo a cielo aperto, tra la brezza di mare e l’eleganza della Piazza Duomo, è stato piacevole ed istruttivo al tempo stesso.
Molti ragazzi hanno varcato per la prima volta le poderose costruzioni medievali del Castello Maniace, restandone affascinati per bellezza del luogo ed il singolare accostamento tra le solide mura difensive dell’edificio e la distesa marina su cui quest’ultimo si protende.
Anche l’originalità delle sculture in policarbonato di Dall’Osso assume una connotazione particolare tra gli spazi antichi del castello. La contaminazione tra antico e contemporaneo esalta il messaggio dell’artista, che proviene dal mondo del teatro e sfrutta i giochi di luce moltiplicati dal materiale plastico riciclato per raccontare gli abusi subiti dalle donne, reali o fittizie, nel corso della storia. I tutù della danza classica rappresentano la dedizione delle donne alle arti che richiedono impegno e sacrificio, i grandi volti di donna, alcuni dei quali bendati, denunciano invece la rassegnazione di fronte al perpetrarsi della violenza sin dai tempi più remoti. Tante le eroine mitologiche, letterarie e del melodramma evocate dal lavoro, prima fra tutte la ninfa Aretusa, nel disperato tentativo di sfuggire alle attenzioni di Alfeo.
Completata la visita con un’ultima escursione in centro, ci siamo accorti che il tempo a disposizione era trascorso forse troppo presto, con un dubbio di fondo: quale sarà la prossima meta?



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