I ragazzi del Liceo Classico Megara di Augusta: “Sulle orme dei nostri antenati”

Oggi viviamo in una società dove siamo convinti che per raggiungere la felicità servono miriadi di cose, ma forse per avere la felicità basta soltanto sorprendersi davanti alle cose semplici, e noi ragazzi della IA e della IIA del “Liceo Classico Mègara” ci siamo riusciti attraverso la conoscenza del nostro territorio: Augusta.
Augusta è nota soprattutto per la sua straordinaria costa ma anche per importanza del suo patrimonio culturale, poiché vi sono presenti testimonianze di tappe fondamentali della storia dell’umanità a partire dal Paleolitico.
Prima di recarci sui siti preistorici si è tenuta una lezione preparatoria alla visita guidata, all’interno della nostra scuola, dove si è parlato soprattutto della parte morfologica , litologica della zona di Augusta e dintorni e degli insediamenti umani del Paleolitico e Neolitico.
La mattina soleggiata del 30 Ottobre 2014 noi abbiamo seguito, accompagnati dalle insegnanti Lipari Zaira e Fassari Gabriella un percorso naturalistico istruttivo e interessante grazie al Dott. Di Giacomo Luca, presidente dell’associazione Màrilighèa, e il Sign. Andrea Raniolo.
Siamo partiti dalla zona del Monte Tauro, più precisamente dalla falesia di Contrada Cavalera, alle ore 8:00 per poi arrivare in piazza San Nicola presso Brucoli alle 13:30 .
Il percorso è stato appassionante e divertente, ricco di soste, riflessioni, osservazioni su ciò che ci sta attorno e di cui spesso non ci accorgiamo.
Dopo aver percorso un piccolo sentiero abbiamo osservato una vegetazione quasi incontaminata, ricca di piante chiamate “Euforbia Dendroies” e dei cosiddetti “alberi a bandiera” per la loro curiosa forma modellata dal vento. Era proprio come il contesto in cui moltissimi secoli fa si trovava l’uomo primitivo nonostante probabilmente ci fosse stata una fauna e una flora un po’diversa. Persino le rocce del nostro territorio sono speciali, infatti gli scogli che caratterizzano la costa sono di roccia calcarea, un materiale creato dall’unione di vari strati di conchiglie. Sono stati ritrovati nella roccia dei fori causati dalla pesca dei datteri di mare, importante per l’uomo primitivo ma adesso proibita perché deturpa la costa. Impressionante è stato notare il numero di costruzioni che hanno privatizzato molte zone tra le quali una bellissima insenatura dalla quale sgorga una sorgente che intorbidisce l’acqua salata.
Durante il nostro percorso abbiamo visitato la Grotta Acquasanta e la Grotta di Campolato, ed altre grotte più piccole. Le due grotte citate pocanzi assumono una rilevante importanza poiché all’ingresso e all’interno di esse, vi sono stati ritrovati da archeologi strumenti da lavoro e caccia in selce risalenti al Paleolitico Superiore e resti di vasi in ceramica ottenuta dalla cottura dell’argilla del Neolitico.
L’argilla è un elemento molto presente, nella parte sottostante all’immensa lastra di roccia calcarea, che costituisce il sottosuolo Augustanese. A proposito dell’argilla, le nostre guide sono state abili nel creare un “Laboratorio di ceramica”, dove abbiamo potuto toccare e modellare l’argilla proprio come facevano gli uomini preistorici con i vasi e che ci ha coinvolto tantissimo. Seguendo il nostro tragitto abbiamo potuto fare anche una sorta di viaggio nel tempo dal Paleolitico inferiore a quello superiore muovendoci verso nord. Arrivati nella zona del “Vallone Amara”, (più conosciuta come zona “Venus”) abbiamo potuto visitare una delle grotte più profonde della zona e potuto ammirare la varie insenature corrispondenti ai fiumi sorgivi di un tempo.
Durante la nostra visita guidata attraverso il nostro territorio siamo riusciti a scattare qualche foto del paesaggio che, a differenza di giorni, mesi oppure anni trascorsi prima di questa gita di istruzione, ci appariva come luogo comune a molti sotto lo pseudonimo di “luogo abitato”, adesso ci appare come il simbolo delle nostre radici e culla della nostra società che ha ancora molto da raccontare nonostante il tempo trascorso.
Grazie a questa esperienza abbiamo capito molte cose: mentre noi cerchiamo solo la bellezza, l’uomo del Paleolitico cercava posti oltre che belli, anche funzionali; magari egli non era così sprovveduto come crediamo. Inoltre, spesso non ci accorgiamo di ciò che abbiamo, cercando ciò che abbiamo dietro casa a chilometri e chilometri dalla nostra Augusta.
Alessia Castorina IA
Denise Mangiavillano IIA





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