Giustizia e contrasto ai fenomeni mafiosi – ospite Giovanna Raiti – 25 marzo 2021

“ …quello che mi dà la forza di testimoniare e raccontare la storia di mio fratello e delle altre vittime delle mafie è la speranza di cambiare la cultura mafiosa”.
Queste alcune delle parole toccanti che gli alunni del Liceo Megara, indistintamente biennio e triennio di tutti i corsi, hanno ascoltato da Giovanna Raiti, sorella di Salvatore Raiti vittima della strage della circonvallazione accaduta il 16 giugno 1982.
L’incontro si è svolto il 25 marzo, nell’ambito degli spazi che il Liceo dedica alla legalità e nello specifico alla Giustizia e contrasto ai fenomeni mafiosi. L’associazione Libera il 21 marzo dedica la giornata alle vittime innocenti della mafia, che quest’anno è giunta alla sua ventiduesima edizione. Lo hanno ricordato bene nel loro discorso introduttivo gli alunni Samuele Timmoneri, Giulio Traina, e Aurora Di Grande ex-alunna del Liceo Megara
Il racconto di Giovanna Raiti è stato un minuzioso resoconto di ciò che era la mafia stragista degli anni ’80, della rete capillare di malaffari gestita dalle cosche mafiose, nate in piccole realtà provinciali, ma che presto assunsero un respiro internazionale. Giovanna Raiti pronuncia spesso il nome di Giuseppe Fava che scriveva e indagava e faceva inchiesta permettendo ai molti di capire e di portare a galla le più scandalose verità. Il giornalista de “i Siciliani” per lei ha rappresentato il ritrovamento del bandolo della matassa al fine di venire a capo del sistema.
Gli alunni, interessati dai contenuti e coinvolti emotivamente dalla testimonianza toccante di Giovanna Raiti le hanno dedicato parole di solidarietà ma soprattutto considerazioni mature rispetto ai fatti appresi. Ottime premesse quanto promesse di una seria cittadinanza attiva.





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