Dantedì – 25 marzo 2020

“O frati,” dissi, “che per cento milia
perigli siete giunti a l’occidente,
a questa tanto picciola vigilia
d’i nostri sensi ch’è del rimanente
non vogliate negar l’esperïenza,
di retro al sol, del mondo sanza gente.
Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza”.
(Inferno, Canto XXVI, 112-120, Ulisse)
IL NOSTRO DANTEDI’
Il 17 gennaio del 2020, il Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana ha approvato l’istituzione di una giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri chiamata Dantedì.
La scelta del giorno è caduta il 25 marzo, giorno in cui gli studiosi riconoscono come inizio del viaggio nell’aldilà della Divina Commedia. Nessuno mai poteva immaginare che sarebbero trascorse quasi tre settimane dal giorno in cui tutto si è fermato.
L’Italia si è fermata e, in attesa che l’emergenza dovuta al contenimento del contagio del Covid-19 passi, la scia delle sue conseguenze ha totalmente rivoluzionato la vita di noi tutti. Si sono fermate le fabbriche, gli uffici, lo sport, la vita delle città, lo sport e le semplici passeggiate per godersi il sole, le vetrine dei negozi, lo sguardo dei passanti per la strada.
Si è fermata la scuola. Gli edifici scolastici normalmente brulicanti di vita, di un vocìo continuo come il ronzare di un alveare e dei passi schioccanti dei bambini e dei ragazzi, sono vuote. La didattica si fa a casa per via telematica , tra quattro mura, lontano dai banchi dove si cresce, dove siamo cresciuti tutti…
Dante avrebbe reagito a questo e, come tutti gli italiani, avrebbe alzato la fronte, roteato gli occhi e, con fiero cipiglio, affrontato a viso aperto questo momento difficile di crisi e di sconforto. Dante, come noi lo abbiamo sempre immaginato, avrebbe preso tra le mani le armi e avrebbe affrontato il nemico. E questa armi, potenti e assolutamente umane nella loro forza sono la poesia, l’arte, la cultura, il sapere, la scienza e la tecnica e tutto quanto costruisce progresso. Che cosa è tutto questo se non quello che ogni giorno s’impara a scuola?
La scuola ha dunque deciso di reagire.
Abbiamo dunque chiamato un amico, un fior d’attore professionista augustano, il cui nome è Davide Sbrogiò, un interprete che ha levato la sua voce, già da qualche anno, portando i versi i Dante tra le rocce dell’Alcantara perché si ricreasse l’Inferno dantesco, vestendo i panni di alcuni tra i più significativi personaggi della prima cantica.
Davide Sbrogiò, già studente del Liceo “Megara”, ha risposto al nostro invito e ci ha regalato la sua voce, il suo volto e la sua interpretazione per questa giornata dedicata a Dante.
Abbiamo scelto un canto. E quale canto potevamo scegliere, per ricordare a tutti i nostri giovani, a tutti i nostri concittadini, a tutti i nostri amici, a tutti i nostri cari e a gli italiani tutti qual è la missione della scuola, qual è il compito che dobbiamo intraprendere per realizzare il nostro essere uomini?
E allora Davide Sbrogiò ha preso la Commedia tra le mani e ci ha regalato i versi del racconto di Ulisse del canto XXVI dell’Inferno, in un piccolo video che tutte le docenti di Italiano del Liceo Megara hanno condiviso alle ore 11:00 del mattino in tutte le classi che si erano costituite virtualmente in gruppi di whatsapp.
E in quel momento, tutti i ragazzi e le loro famiglie, tutti i docenti, tutti gli uomini e le donne di scuola, chiusi nelle loro case in questi giorni così difficili di lotta e di dolore, tutti noi che siamo italiani, abbiamo “sentito” la forza di Dante e della sua opera universale.
Abbiamo ascoltato quei versi e abbiamo ricordato l’insegnamento più grande e importante : la nostra semenza cadrà tante volte e si potrà abbattere, ma con la conoscenza sempre avrà la possibilità di risorgere.
Clicca qui per vedere il video:
25 marzo 2020
Domenica Solano e Alessandra T. Traversa



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