Conferenza del Kiwanis per insegnare come combattere l’ansia e la depressione giovanile

Spesso un lungo respiro è tutto ciò di cui necessitano i ragazzi prima di tuffarsi nella piscina dei grandi ostacoli, fatta di continue ansie voraci, paure recondite e disagi insistenti.
Ed è stato proprio grazie a quel lungo respiro dietro le quinte se il dottor Francesco Cannavà, psicologo e relatore della conferenza “Ansia, depressione e disagio giovanile”, tenutasi giovedì 11 aprile presso l’auditorium “G. Amato”, è riuscito a condividere insieme agli studenti del quarto e del quinto anno di tutti gli indirizzi del Liceo le sue ampie conoscenze sull’argomento rivolto principalmente ai giovani.
La conferenza è stata promossa dell’associazione Kiwanis Club di Augusta nell’ambito della consueta, ormai decennale, “Settimana della Gioventù”.
A coordinare l’evento è stata la professoressa Anna Lucia Daniele, la quale ha introdotto l’argomento e ha presentato gli ospiti: l’ingegnere Domenico Morello, segretario dell’associazione Kiwanis Club di Augusta, e il dottor Salvatore Cannavà, psicologo e chairman per il Kiwanis della “Settimana della Gioventù 2019”.
La parola è passata subito al dott. F. Cannavà che ha introdotto il concetto di ansia analizzandolo sotto il punto di vista medico-scientifico ed elencando i sintomi ad essa connessi per poi soffermarsi sull’importanza della respirazione, vero antidoto contro questo “mostro”.
Altro problema è il disagio giovanile che si può manifestare in uno stato rabbioso del giovane o sfociare nella depressione: in entrambi i casi il contatto umano è l’unica soluzione per abbattere il muro di paure che caratterizza la vita di un adolescente. Infatti, «uno dei sensi dell’esistenza è la condivisione» come ha più volte sottolineato l’esperto psicologo, e non si tratta dei soliti post sui social media da condividere per ottenere una manciata di likes, ma si tratta di una vera e propria manifestazione dei sentimenti, così facili da provare ma così difficili da esternare per la costante paura di essere giudicati. Eppure si dovrebbe trovare il coraggio
di lasciare da parte i cosiddetti “mostri” e immergersi negli occhi di chi in fondo è alla ricerca dell’interazione e fragilità da condividere.
Nella parte conclusiva della conferenza, il dott. Cannavà ha invitato gli studenti alla riflessione, ribadendo che «quando l’”io” è carente, il “noi” aiuta» e quest’ultimo dovrebbe essere l’elemento in grado di riuscire ad abbattere i limiti a volte imposti dagli stessi giovani, identificandosi nei medesimi disagi.
I ragazzi, coinvolti con domande a cui timidamente hanno provato a rispondere, grazie alle forti parole dello psicologo, hanno appreso un nuovo valore fondamentale che dovrebbe stare alla base della società odierna: la
prossimità. Di conseguenza, è sufficiente riflettersi nello sguardo della persona che si ha davanti per capire che non si è soli. Amare se stessi, dunque, è l’unico modo per non annegare in quella profonda piscina di ostacoli che continua a persistere nella vita di ciascun adolescente.
Condivido pienamente il pensiero del dottor Cannavà. Ansia e depressione non sono due problemi da sottovalutare e, grazie alla conferenza, è stata data l’opportunità a ogni ragazzo, me compresa, di riflettere sul vero senso dell’esistenza, anche se, aggiungerei, non è necessariamente importante definire chi siamo. Non è rilevante andare alla continua ricerca di chi vorremmo essere, bensì ciò che veramente importa è accettarsi, per come si è. Accettare le nostre paure, le nostre esigenze, i nostri disagi, i nostri vizi e le nostre virtù. Siamo esseri umani e l’ansia e la depressione non sono altro che manifestazione dei nostri stati d’animo. Se impariamo a controllare le nostre emozioni, se impariamo a colorare quella tela fredda e bianca della nostra vita, è più che sicuro che quei “mostri” che tanto tormentano il nostro animo, si trasformeranno in meravigliose rondini in volo.
Chiara Mattei, classe VA L. Linguistico




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