Il Liceo “Megara” nel nome di Dante – Mamma (Purgatorio XXX, 44)

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Locuzione dantesca settimana 17- 23 maggio 2021
Mamma
(Purgatorio XXX, 44)
[…] volsimi a la sinistra col respitto
col quale il fantolin corre a la mamma
quando ha paura o quando elli è afflitto […]
Questa parola, che nel De vulgari eloquentia è citata tra i vocabula puerilia, inadatti al volgare illustre, ha altre tre attestazioni nella Commedia, due delle quali in rima (come nel passo citato, che presenta dramma e fiamma nella terzina seguente). Due contesti richiamano ancora l’infanzia (“ché non è impresa da pigliare a gabbo / discriver fondo a tutto l’universo, / né da lingua che chiami mamma o babbo”, Inferno XXXII, 9; “E come fantolin che ’nver’ la mamma / tende le braccia, poi che ’l latte prese, / per l’animo che ’nfin di fuor s’infiamma”, Paradiso XXIII, 121), ma è diverso il caso in cui il poeta latino Stazio definisce mamma l’Eneide virgiliana (“Dell’Eneide dico, la qual mamma / Fùmi, e fùmi nutrice poetando: / Senza essa non fermai peso di dramma”; Purgatorio XXI, 97), fonte di ispirazione per lui (e per lo stesso Dante).
P.D’A.



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