TALÌA – Sguardi inediti sulla Sicilia, i Siciliani e la Sicilianità

…gli autori dialogano con gli studenti del Liceo “Megara”
È risaputo che il contatto con la terra di Sicilia incide nel profondo e può mutare il corso di una vita: proprio il concetto di sicilianità e l’intero universo Sicilia, delineati attraverso le vicende di alcuni dei figli più illustri della nostra regione sono il tema al centro del testo Talìa – Sguardi inediti sulla Sicilia, i siciliani e la sicilianità, pubblicato per i tipi dell’Associazione socioculturale “Sinergie psicoetiche” dall’ingegnere Andrea Vaccaro e dall’avvocato Camillo Beccalli e scelto come argomento di un avvincente confronto con gli studenti del Liceo “Megara” martedì 24 gennaio, in occasione della Giornata internazionale dell’educazione. L’intento che ha animato la manifestazione è stato infatti quello di ricordare le vite esemplari dei siciliani, che, distinguendosi, hanno lasciato un’eredità di valori e di testimonianze utili per i nostri giovani, aiutandoli a riconnettersi con le radici di un luogo speciale come la Sicilia. Si ringraziano calorosamente tutti i partecipanti al progetto, gli autori intervenuti a commentare la pubblicazione e l’editore- giornalista Silvio Aparo, il Dirigente Scolastico prof. Renato Santoro e la prof.ssa Anna Lucia Daniele, promotori dell’iniziativa, e le docenti Nicoletta Privitera (referente del Dipartimento di Lettere) e Mariacatena De Leo (referente del Dipartimento di Storia e Filosofia), che hanno curato le attività con gli studenti, coordinato e presentato l’evento.
La narrazione ci coinvolge subito e ci fa immergere nella sfavillante luce della nostra terra, attraverso una carrellata di personaggi: cantautori, scrittori, scienziati, politici, ogni tipo umano insomma, guardato, anzi “taliato” nella sua peculiarità. Gli autori e l’editore hanno scelto non a caso per il volume il titolo Talìa. Noi siciliani usiamo il verbo taliari con sfumature diverse e taliarsi sicuramente non può essere tradotto con alcun sinonimo italiano in modo esaustivo. Chi nasce in questa terra, ovunque vada, porta con sé uno sguardo acuto e un modo di taliare il mondo assolutamente unico. Saranno forse la bellezza dei luoghi, la varietà delle popolazioni che l’hanno dominata e l’intensità della luce presente in Sicilia a plasmarci in questo modo così peculiare. Perciò questo libro è, a buon diritto, un manifesto alla sicilianità.
La Sicilia e i siciliani illustri sono rappresentati nel testo attraverso le loro opere e il loro impegno concreto. I loro tratti distintivi emergono sullo sfondo di una terra difficile, talvolta crudele, che sembra quasi la metafora dell’esistenza umana. Come si legge nell’introduzione, l’essenza della Sicilia era stata già immortalata con parole esemplari nel Viaggio in Italia di Goethe del 1787: “l’Italia, senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto”. Il grande Federico II di Svevia fece della nostra terra il centro del suo Impero e per manifestare il suo attaccamento ad essa disse: “Non invidio a Dio il Paradiso, perché sono ben soddisfatto di vivere in Sicilia”.
Il primo capitolo è dedicato a Mario Savio, nato a New York da genitori italiani (il padre proveniva da S. Caterina Villermosa, in provincia di Caltanissetta), un maestro che costituisce un esempio in tema di libertà e rispetto dei diritti. Protestò contro le discriminazioni razziali, contro la guerra del Vietnam, diventando il leader del Free Speech Movement e un’icona della rivolta studentesca del ’68, anche per aver pronunciato parole che sono rimaste indelebili nella memoria collettiva: “C’è un momento in cui il funzionamento della macchina diventa così odioso che non puoi prenderne parte. E dovete indicare alle persone che la possiedono che a meno che voi non siate liberi, alla macchina sarà impedito di funzionare”.
Tra i maestri, è doveroso citare il conterraneo O.M. Corbino, fisico, scienziato e politico: nato ad Augusta da una modesta famiglia di artigiani pastai, Mario Corbino si laureò in fisica a soli 20 anni, per poi trasferirsi a Roma, dove si occupò di fisica sperimentale nell’Istituto di via Panisperna. I nostri autori nel testo ci sottolineano il ruolo di guida amorevole che ebbe lo scienziato nei confronti dei suoi allievi: Fermi, Pontecorvo, Majorana, che prima di essere chiamati i ragazzi di via Panisperna, erano indicati come i ragazzi di Corbino.
In tema di lotta alla mafia e alla corruzione, ricordiamo Napoleone Colajanni, politico e docente, con un trascorso da garibaldino nelle lotte risorgimentali. Successivamente si distinse per l’impegno socio-politico, con le grandi inchieste e la denuncia delle connivenze tra mafia, politica ed autorità.
Il libro si occupa anche di Storia della Costituzione, tracciando l’esperienza di vita di due madri costituenti, Maria Nicotra e Ottavia Penna, ricche aristocratiche che scelsero l’impegno in politica e nel sociale, mettendo da parte la loro condizione privilegiata, a favore dell’impegno attivo.
Tra i brani letti e commentati dai nostri ragazzi, spiccano numerosi altri simboli della sicilianità, nei campi più vari. Basti pensare alla competizione automobilistica della Targa Florio, istituita nel 1906 da Vincenzo Florio (membro di una delle più importanti famiglie imprenditoriali italiane), ancora oggi disputata, ed ormai entrata nella leggenda. Madrina della prima edizione fu la celebre Donna Franca Florio, moglie di Ignazio Florio Jr., donna di grande fascino e bellezza, animatrice della Belle Époque siciliana, che trasformò Palermo in una capitale europea. Per la bellezza del circuito, per le ricadute economiche e per l’impulso che diede anche al movimento futurista, la competizione fu un evento senza precedenti.
Concludiamo ricordando come modello di sicilianità uno dei più grandi cantautori e intellettuali contemporanei, recentemente scomparso, Franco Battiato: sperimentatore, uomo poliedrico e di straordinaria umanità, nel corso della sua multiforme attività di musicista, pittore e poeta ha avuto come unico scopo la ricerca interiore. La sua vasta, multiforme e, per certi versi, inesplorata produzione artistica merita di certo un’approfondita conoscenza in quanto simbolo dei migliori frutti della sensibilità isolana.




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