La Pesca ad Augusta

Noi ragazzi, di primo e secondo anno del liceo classico Megara di Augusta, ci siamo tuffati, nella ventosa mattinata del 28 Novembre 2014, in un interessantissimo percorso didattico-urbano, incentrato sull’aspetto naturalistico del nostro paese, parlando in particolar modo della costa.
Sotto la guida del Dottor Luca Di Giacomo e accompagnati dai docenti Gabriella Fassari e Giuseppe Garilli abbiamo scoperto che le caratteristiche del nostro mare sono drasticamente cambiate, in questi ultimi 20 anni, soprattutto a causa dell’industrializzazione che vede come conseguenza diretta non solo il benessere economico, ma anche l’inquinamento dell’ambiente. I cittadini, però, stanno pian piano accorgendosi della situazione e capendo che anche il patrimonio culturale può esser fonte di ricchezza e che non bisogna, com’ è stato fino ad oggi fatto, cancellare un passato “povero” basato su umili lavori come la pesca o lo sfruttamento delle saline.
Attraverso la lettura di alcune interviste fatte ad anziani cittadini, abbiamo potuto immaginare come fosse il mare anni fa! Abbiamo scoperto anche le varie tecniche di pesca, ammirato svariati tipi di reti e modellini di barche, studiato i nomi dei diversi venti e scoperto tantissime nozioni e curiosità sulla vecchia vita dei pescatori Augustanesi, come il fatto che ogni giorno dovevano recarsi a Brucoli a piedi, avendo lì il naviglio, e tornare con tutto il pescato in paese per rivenderlo. Sapevate che ogni pescatore ha un proprio nominativo e svolge un compito ben preciso? Ne esistono, infatti, diverse categorie: “i Sardari, i Rizzari, i Cunzari, i Nassalori, i Puppiaturi” e tanti altri ancora.
Ci è stato infine mostrato un documento esclusivo che ritraeva l’attività di pesca a strascico locale, la quale non è assolutamente sostenibile e rappresenta una piaga per il nostro mare. Abbiamo trascorso una divertentissima giornata e, grazie a tutto ciò che ci è stato detto e ben spiegato, abbiamo compreso che dobbiamo far tesoro delle risorse di cui disponiamo e lottare per un futuro rispettoso dell’ambiente, di chi ci vive e, soprattutto, di chi ci vivrà.
Federica Dora Pustizzi II A L. Classico



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