Il Liceo classico “Megara” riflette sul centenario del Milite Ignoto: «auspicio di pace e simbolo del ripudio di ogni guerra»

Intensa e dibattuta la conferenza online proposta agli alunni del “Megara” dal prof. Rosario Partinico, presidente della sezione Unuci di Augusta.
Venerdì 5 novembre il Liceo classico “Megara” ha ospitato un interessante momento di confronto collettivo in occasione delle manifestazioni commemorative per il centenario della traslazione della salma del Milite Ignoto da Aquileia al monumento del Vittoriano in Roma. La conferenza, proposta dal prof. Rosario Partinico, presidente della sezione Unuci di Augusta, è stata accolta con entusiasmo dal dirigente scolastico, prof. Renato Santoro e dai docenti del dipartimento di storia e filosofia del liceo. Dietro la regia della professoressa Anna Lucia Daniele, animatrice digitale del Megara, l’evento si è articolato in diverse fasi ed è stato trasmesso su piattaforma online dall’ufficio di presidenza alle aule di tutte le classi quinte dell’istituto.
A salutare gli ospiti e introdurre l’argomento è stata la referente del dipartimento prof.ssa Mariacatena De Leo. In un primo momento, il prof. Partinico ha spiegato i motivi di questa manifestazione e ha presentato il relatore, l’avvocato Antonello Forestiere, presidente del museo della Piazzaforte di Augusta nonché esperto nel settore bellico.
L’avvocato ha relazionato sulle circostanze storiche determinanti per l’istituzione del Monumento commemorativo ai Caduti al termine della Prima guerra mondiale. Le devastazioni fisiche e morali prodotte dal conflitto, ancora evidenti nel triennio 1919- 1921, facevano il paio con il malcontento sociale e le opposte prese di posizione in campo politico.
Emergeva in particolare un clima di sfiducia diffusa nei confronti delle forze armate italiane a proposito delle scelte strategiche errate additate come causa della disfatta di Caporetto: una sciagura aggravata dal compianto per i tanti soldati caduti sul fronte senza poter trovare degna sepoltura né elementi di identificazione che li restituissero al ricordo dei parenti.
Da qui la proposta del generale Giulio Dohuet per la realizzazione di un monumento in cui la salma di un soldato senza nome potesse diventare un simbolo del sacrificio collettivo così come del desiderio di ricostruzione del Paese. Trascorso meno di un anno dalla pubblicazione dell’articolo di Dohuet il 24 agosto 1920, la proposta di legge formulata in parlamento dall’onorevole Cesare Maria De Vecchi fu infine approvata all’unanimità il 4 agosto 1921. Una commissione militare paritetica stabilì che la salma da inumare all’interno del monumento al Milite Ignoto venisse scelta in maniera del tutto casuale all’interno di un gruppo rappresentativo dalla madre di un caduto sul fronte friulano: e la scelta ricadde infine su Maria Blasizza Bergamas, donna di umili condizioni e madre di un
soldato irredento che combatteva nelle file italiane con un nome di battaglia segreto.
A questo punto l’avvocato Forestiere ha ben descritto l’atmosfera di grave afflizione vissuta nel corso della cerimonia per la scelta della bara nella basilica di Aquileia e, in seguito, nelle varie tappe della traslazione a Roma a bordo di una locomotiva predisposta a tal fine.
Oggi il monumento del Vittoriano, costruito in ricordo del re Vittorio Emanuele II, sede dell’Altare della Patria a memoria perenne del Milite Ignoto, non smette di sollecitare la riflessione storica e il senso unitario di appartenenza, monito perenne al ripudio della guerra e stimolo alla volontà di risoluzione pacifica di ogni contrasto.
Al termine dell’intervento, le argomentazioni critiche derivate dal confronto degli studenti con il relatore hanno spaziato dal concetto di cosmopolitismo come antidoto alle guerre di ogni tempo, per approdare alle diverse interpretazioni storiografiche in merito ad un simbolo tanto denso di significati, che non smetterà di far parlare di sé.
La Redazione






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