Lettera di una studentessa per il Dantedì

Mi chiamo Federica e frequento il quinto anno del Liceo Linguistico. Alla fine del terzo anno mi sono recata per sei mesi in Uruguay con il progetto Intercultura. Fino a quel momento non avevo compreso il grande valore e l’importanza di ciò che avevo studiato negli anni scolastici fino a quando, frequentando la scuola sudamericana, mi è stato chiesto di spiegare un argomento della nostra letteratura italiana. E sapete cosa volevano conoscere? Dante e la Divina Commedia. Non riuscivo a crederci! In quel paese dall’altra parte del mondo volevano da me una lezione su Dante Alighieri. Così con piacere e con un pizzico di emozione ho spiegato loro quello che avevo studiato quell’anno, traducendolo in lingua spagnola. Ho raccontato della sua vita, della sua grande passione politica, del suo grande amore per Beatrice e per la lingua italiana, ma grande è stata la curiosità, di chi mi ascoltava, nel sentirmi spiegare il suo viaggio ultraterreno, recitare Nel mezzo del cammin di nostra vita… e guidarli attraverso l’Inferno, il Purgatorio e Paradiso. Alla fine, dopo alcune domande, ho preso anche un buon voto. Orgogliosa del mio successo, ho chiamato in Italia la mia professoressa di Italiano per riferirle della mia lezione, ma soprattutto orgogliosa di aver fatto conoscere, in un paese così lontano, il più grande dei nostri poeti: Dante Alighieri.





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