Vademecum per una cittadinanza attiva – 19 febbraio 2020

La mattina del 19 Febbraio l’incontro degli studenti del Liceo Megara con Don Luigi Ciotti potrebbe realmente intitolarsi un “vademecum di cittadinanza attiva”, tale è stato l’insegnamento condotto e lasciato dal fondatore di Libera agli studenti intervenuti presso l’auditorium “G. Amato”.
Libera. Nomi e Numeri contro la mafia, nell’ottica di collaborazione con le istituzioni ha invitato gli istituti superiori presenti nella città di Augusta ad un incontro con Don Luigi Ciotti, il quale definisce Libera “una associazione di associazioni”, ricordando che, a Palermo, il prossimo 21 Marzo, si celebrerà la XXV edizione della giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
Prima di dare il via all’incontro con gli studenti, Don Luigi Ciotti si è soffermato nel cortile della cittadella degli studi, a leggere la targa che il Liceo Megara ,il 17 maggio del 2018,ha dedicato a Giuseppe Letizia, testimone dell’uccisione di Placido Rizzotto. L’intitolazione del cortile a Placido Rizzotto e la targa dedicata a Giuseppe Letizia ,vittima inconsapevole della mafia, hanno ricevuto il pieno interesse di Don Ciotti, e hanno costituito un “memento” di una giornata assai significativa vissuta dal Liceo Megara.
All’incontro erano presenti la coordinatrice provinciale della ass. Libera di Siracusa, che ha funto da moderatore e la prof.ssa Pancari, referente per Libera Augusta.
Prendendo spunto dalle domande degli studenti, Don Luigi Ciotti ha avviato una ampia riflessione sul tema della mafia, in tutte le sue sfaccettature. “Da cosa è cominciato il percorso di impegno sociale in cui Lei è da sempre impegnato?”-chiede una studentessa del Liceo Megara. “Tutto è cominciato quando ho incontrato un uomo, annichilito dal dolore, che di una panchina aveva fatto la sua casa”. Queste parole di Don Ciotti raccontano, di lui a soli diciassette anni, studente di scuola superiore, che per la prima volta scopre la sua sensibilità sociale. Da questo momento il percorso di solidarietà resta dominante nella sua vita, dedicandosi ai tossicodipendenti, che furono l’ispirazione del gruppo Abele, il primo gruppo attivista, a cui seguì nel 1995 la fondazione di Libera.
Ampiamente Don Ciotti ricorda nomi di vittime della mafia, gli uomini della scorta di Giovanni Falcone, tutti ripetuti e scanditi, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinari. Ricorda la vicenda di Rita Atria, testimone di giustizia che scrisse “ prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza, e poi dopo aver sconfitto la mafia dentro di te , puoi combatterla”. Rita Atria si uccise dopo una settimana dalla strage di via D’Amelio. Questi nomi vengono scanditi e ripetuti con forza e raccoglimento quasi con intento liturgico. A questi momenti si accompagnano veri e propri moniti : “non si può essere cittadini ad intermittenza”, “un errore da non commettere è delegare, bisogna agire in prima persona”, “ il nostro tempo è troppo impegnato nelle connessioni abbiamo invece necessità delle relazioni”. Queste parole rafforzate da puntuali esempi e racconti di storie vissute di cui egli è testimone e portavoce, sono state le indicazioni che gli studenti hanno ricevuto di cittadinanza attiva. Questa giornata di legalità, ha costituito per gli alunni del Megara, presenti in auditorium, con una rappresentanza di tutti gli indirizzi ,un momento fortemente dialogante e formativo. L’augurio è che Don Ciotti abbia fatto breccia nelle menti degli studenti del nostro Liceo, in modo che non debbano mai dire ”Niente so e niente ho visto. Anche se tutti avevano visto e tutti sapevano” -Gorno della civetta, Leonardo Sciascia.
La Redazione





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